martedì 3 novembre 2009

2° e 3° giorno A.K.A. secondo capitolo


Capitolo secondo
“truth or dare”
ovvero: l’imbarazzante festa di benvenuto e tutto ciò che la precede e ne consegue.

il quartier generale dei Flowers era in subbuglio: Magnolia aveva deciso di dare una festa per accogliere Lycoris, il nuovo arrivato, e per farlo aveva coinvolto tutta la squadra e il resto delle persone legate ad essa: il professor Girasole creatore del gruppo dei Flowers e la sua guardia personale Edelweiss, l‘infermiera Dhalia, il tecnico Fresia, il cuoco Geranio e infine Giglio uno degli esperimenti del professor Girasole, tra questi infatti si era creato un legame di amicizia che andava ben oltre quello di lavoro, anzi, il professore soprattutto li vedeva tutti come figli e il quartier generale una casa oltre che un luogo dove riunirsi.
era stato allestito in un vecchio palazzo liberty dalle splendide decorazioni a stucco (ma anche no!) l’entrata era stata decorata per l’occasione, Magnolia aveva fatto crescere due cespugli di lycoris radiata ai lati della grande porta, sebbene la stagione non fosse quella della fioritura di questo tipo di fiori Magnolia grazie ai suoi poteri demoniaci era in grado di comandare la natura facendo crescere le piante in un batter d’occhio, certo, aveva consumato un sacco di energia per farlo ma era veramente entusiasta per l’arrivo del nuovo compagno di squadra e nemmeno i livelli di energia oscura bassi l’avevano fermata.
l’atrio, come il portone era decorato di fiori rossi e nastri dello stesso colore, più avanti la mensa era un tripudio di fiocchi e decorazioni cremisi, i tavoli raggruppati per l’occasione erano coperti da un buffet quanto mai vario e abbondante.
Magnolia annuì soddisfatta controllando per l’ultima volta la tabella di marcia per la festa, tutta stava filando liscio come l’olio.
Aquilegia di fianco a lei si stava colorando assorto una ciocca dei propri capelli, già multicolori, con un pennarello rosso.
-il servitore del sommo Adramelech, cancelliere dell’ordine della mosca, desidera sapere quanto manca all’arrivo del festeggiato-
la voce era ancora quella di un ragazzino sebbene il giovane avesse compiuto già da qualche mese 23 anni, anche la costituzione era quella di un ragazzo o meglio un folletto agile e veloce, non bisognava lasciarsi ingannare però: gli arti all’ apparenza fragili e l’aria svampita e un pò fra le nuvole in battaglia cambiavano totalmente trasformano Aquilegia in una macchina da guerra spietata e letale.
Magnolia gli scompigliò i capelli coloratissimi con fare materno
-devono aver trovato un pò di traffico in tangenziale, saranno qui a momenti, non vedo il piccolo Giglio, che ne dici di andare a chiamarlo? è scomparso in bagno più di 20 minuti fa... comincio ad essere un pò preoccupata!-
Aquilegia annuì con un aria seria
-il servitore del sommo Adramelech vi riporterà Giglio in un minuto!-
corse via in direzione del bagno, dietro di lui Magnolia nascose un sorriso con la mano
-awwww che carino!!!-
arrivato nell’antibagno Aquilegia bussò all’unico cubicolo con la porta chiusa
-Gigliooo... il servitore del grande cancelliere degli inferi desidera che voi lo seguiate al cospetto di Magnolia!-
da dietro la porta giunse solo qualche singhiozzo, aquilegia bussò di nuovo
-il grandioso Adramelech non tollera i ritardi, vi prego di uscire da questa stanza!-
-vattene!-
Aquilegia corruccio la fronte preoccupato
-uscite! potrebbero venire a prendervi dei kappa! sbucano dalle canne fognarie! potrebbero succhiare tutta l’acqua presente nel vostro corpo... poi cosa dovrebbe dire il servitore del magnifico Adramelech al vostro amato?!-
la porta si aprì violentemente, ne usci un adolescente in lacrime che si lanciò su Aquilegia tempestandogli il petto di deboli pugni
-lui non ci ama affatto! come potrebbe amarci quando non sappiamo nemmeno cosa siamo?-
il giovane fermò facilmente il suo attaccante bloccandogli un braccio dietro alla schiena, il ragazzo si accasciò su di lui piangendo, i capelli biondi quasi bianchi scompigliati e gli occhi chiarissimi rossi di lacrime
-il servitore del nobilissimo Adramelech vi conosce ed ha già sentito questo discorso più volte di quante sia possibile sopportare-
-tu non capisci: noi...-
Aquilegia alzò gli occhi al cielo e se lo caricò in spalla senza lasciare che finisse la frase
-noi non sappiamo, loro non sanno, tu non capisci... sempre la stessa storia! pensate veramente che importi qualcosa ad Alyssum? lui vi ama per quello che avete dentro non per il vostro corpo indeciso... o meglio anche per quello, siete voi l’unico che non riescie ad accettarlo... o almeno così pensa il servitore del glorioso arcidiavolo Adramelech-
Giglio non rispose continuando a singhiozzare debolmente.
Aquilegia torno da Magnolia e indicandole con la testa il fardello che si porava in spalla le domandò:
-cosa deve fare il servitore del sommo Adramelech di questo ragazzino disordinato?-
Magnolia gli girò intorno scrutandoli con occhio critico
-mmm no no no così non va! dovresti avere ancora qualche minuto per cambiarlo d’abito e dargli una sistemata, lo fasti per me caramellina zuccherosa e colorata?!-
Aquilegia annui e senza dire altro si diresse a passo di marcia verso i suoi appartamenti, i due giovani risiedevano entrambi al quartier generale, come la maggior parte dei Flowers, ma, non fidandosi del ragazzo, il più vecchio dei due decise di vestirlo con i propri indumenti, lui e Giglio infatti erano quasi della stessa altezza e di corporatura simile, entrambi esili, tra il metro e sessanta e settanta e pallidi, mentre Aquilegia aveva i capelli spettinati, tutti colorati e con qualche piuma di pavone intrecciata, gli occhi verdi e lineamenti più felini Giglio era estremamente delicato, con un viso da bambola fra il maschile e il femminile ed una lunga chioma liscissima ed argentea, il ragazzo infatti, frutto di uno degli ultimi esperimenti del professor Girasole, non aveva ancora un sesso ben definito ne fisicamente ne mentalmente, d’ altro canto il suo potere era rarissimo: attraverso la lettura dei flussi e riflussi di energia oscura riusciva a predire parzialmente alcuni avvenimenti futuri, la comparsa di nuovi demoni e la scomparsa di altri, quest’abilità era estremamente utile in un gruppo che lottava per l’eliminazione dei demoni, per questo, sebbene in altri centri di ricerca sarebbe stato soppresso a causa dell’instabilità fisica, il professor Girasole l’aveva tenuto e cresciuto nel quartier generale dei Flowers, certo la strana condizione fisica l’aveva reso psicologicamente debole e insicuro e, se in passato Alyssum gli era stato d’aiuto con la sua presenza e il suo amore, negli ultimi tempi il giovane era sempre più i crisi.
Aquilegia lo scaricò sul letto per poi aprire l’armadio in cerca di qualcosa di adatto per una festa informale, l’interno del mobile era un tripudio di colori come del resto la camera stessa arredata con un tocco orientaleggiante e piena di rimandi al tema del pavone simbolo di Adramelech.
trovato quello che cercava lanciò gli indumenti al ragazzo
-il servo del magnifico Adramelech va a procurarsi un pettine e dei trucchi voi vestitevi-
Giglio tirò su col naso e cominciò a cambiarsi, aveva ormai smesso di piangere e quando aquilegia tornò dal bagno era pronto per la sessione trucco e capelli.
indossava un paio di pantaloni chiari di una stoffa morbida, una camicia panna dalle maniche larghe e un gilet con ricami floreali, Aquilegia annuì soddisfatto delle sue scelte
-sedetevi forza! dobbiamo fare in fretta!-
il ragazzo obbedì, si fece pettinare, lavare la faccia e truccare
-bene bene,il glorioso Adramelech approverebbe completamente! ora andiamo o Magnolia ci farà la pelle!-
i due entrarono nella mensa proprio mentre il citofono del palazzo suonava.
Magnolia batté le mani eccitata
-sono arrivati! tutti qui avanti, vi voglio belli sorridenti ed accoglienti! dobbiamo far sentire a casa sua il nuovo acquisto!-
il gruppo di invitati si compattò intorno a lei, alla sua destra il professor Girasolesorrideva soddisfatto dei suoi ragazzi guardando magnolia distribuire coriandoli e stelle filanti a destra e manca, quando questa gli porse una manciata di coriandoli li accettò volentieri cambiando mano al bastone di mogano da cui non si separava mai, un regalo di compleano donatogli anni e anni prima dal nucleo originale dei Flowers.
mentre era perso nei suoi pensieri e ricordi la porta si aprì.
si riavvene quando intorno a lui si levo allegro un coro di esclamazioni di benvenuto e lanciò in aria i coriandoli colorati sorridendo ai tre giovani appena entrati dalla porta.
Lycoris s fermò sbigottito e senza parole, Magnolia gli si avvicinò con un sorriso smagliante e gli porse un fiore rosso, un lycoris radiata come la pianta da cui prendeva il nome
-benvenuto!-
di fianco a lui Timo non riuscì a trattenersi e ridacchiando disse:
-chiudi la bocca ragazzino o potrebbe entrarci qualche mosca!-
Magnolia lo prese per un orecchio tirandolo verso di se
-bocconcino saporoso non rovinare la festa al nostro nuovo fiorellino Lycoris oppure niente zum zum per un mese-
Timo sgranò gli occhi e fece subito marcia indietro
-ok ok pasticcino... sarò un angelo!-
Magnolia sorrise soddisfatta lasciandogli l’orecchio
-bene bene, dov’eravamo rimasti?! ah si: benvenuto!-
Lycoris prese il fiore ancora un po spaesato
-g... grazie mille...-
-ooo di niente dolcezza! ora vieni avanti, venite! credo che il professore voglia dire qualche parola, non è così?-
nel pronunciare l’ultima frase si girò e guardò negli occhi il professor Girasole lanciandogli un occhiata che sembrava dire: “fallo o mi costringi ad usare le maniere forti, sai che ne sono capace”
il vecchio professore sorrise indulgentemente
-certo certo! un piccolo discorso e d’obbligo: caro amico benvenuto nella squadra e a tutti voi qui riuniti ben tornati e grazie, grazie di cuore, senza i vostri sforzi e i vostri sacrifici non saremmo qui a festeggiare una nuova recluta fra i nostri ranghi. il nostro impegno eccezionale ci ha permesso di svolgere un lavoro impeccabile davanti agli occhi del governo e conseguentemente di assicurarci fondi a sufficienza per continuare la nostra missione e le nostre ricerche per migliorare sempre di più gli strumenti in nostro possesso.
Lycoris e voi tutti ricordate però per cosa lottate ogni giorno: questa organizzazione fu fondata nel 1958 dopo il patto di Berna per ripulire il nostro bel paese dai demoni portatori di male e corruzione.
quando la fondai insieme al caro Edelweiss la dedicammo a Maria Rosa Mystica e luce del nostro cammino verso la purificazione, per sua intercessione alla fine dei tempi verremo giudicati per il bene da noi compiuto e a lei dedichiamo ogni nostra azione.
tutti voi, miei cari fiori, mi raccomando portate con orgoglio l’emblema che avete ricamato sul petto perché chrysanthos, il crisantemo, fiore dorato e di luce illumini la retta via in cui compiere i vostri passi.
e, con ancor più onore, rispettate il nome a voi dato, fiore simbolo della qualità che vi contraddistingue, perché i doni del Signore sono molteplici e diversi per ogni persona ed è giusto così: essere un tutto composto da vari elementi che, legati fra loro, compiono azioni magnifiche che portano la pace e la gloria di Dio nella nostra haimè buia nazione.
per questo affido con fiducia ad ognuno di voi il mio sogno: tornare a vedere l’azzurro del cielo sulle nostre teste, simbolo della liberazione dalla schiavitù del male, ma ora, suvvia... vi ho tenuti anche troppo ad ascoltare questo vecchio petulante. forza forza! che iniziano i festeggiamenti! benvenuto Lycoris, benvenuto!-
i Flowers che per tutto il discorso avevano penduto dalle labbra del vecchio professore, toccati nel cuore dalle sue sagge parole, si ridestarono e applaudirono commossi.
il professor Girasole rise bonario
-no no basta formalità! vedo che il mio caro Geranio ha preparato un banchetto luculliano. forza gioventù brindiamo riempiamoci la pancia e facciamo festa!-
Alyssum si fece avanti mentre il cuoco Giglio distribuiva dei calici di spumante
-credo di parlare a nome di tutti quando le dico: grazie dal profondo dei nostri cuori, senza il suo lavoro illuminato e la sua sua guida costante non saremmo riusciti a fare tutto ciò che abbiamo fatto. grazie al suo supporto ogni giorno compiamo azioni di cui andare fieri, per questo propongo un brindisi al professor Girasole-
tutti quanti brindarono entusiasti
-al professor Girasole!!! cin cin!-
-e propongo anche un brindisi a Lycoris che oggi si è dimostrato capace e valente! ben arrivato e continua così-
-a Lycoris! cin cin!-
l’atmosfera si fece festosa, i presenti bevevano e mangiavano chiacchierando e ridendo contenti, tutti i membri della squadra si presentarono a Lycoris stringendogli la mano e tempestandolo di consigli e augurii, Alyssum si avvicinò a lui in un momento di calma
-cosa ne dici allora? hai conosciuto tutti? questa sera manca solo Aconito: è in missione a Roma e sarà di ritorno fra un paio di giorni-
lui annuì sorridendo timidamente
-si sono presentati tutti, si, sembrano buone persone anche se non ho capito cosa intendeva Aquilegia quando ha detto che il suo signore approva il mio stile...-
Alyssum ridacchiò divertito
-lascia stare, non badarci più di tanto, è fatto così... immagino che siamo stati un pò troppo confusionari, vedrai che in qualche giorno ti ambienterai perfettamente-
-ne sono sicuro, grazie-
-bene, ti lascio alla festa, vado a salutare Giglio, mi raccomando divertiti-
il caposquadra si affiancò al ragazzo dai capelli argentei continuando a guardare la zona del banchetto dove Magnolia ridendo stava riempiendo di nuovo il bicchiere di Lycoris
-come stai?-
la risposta di Giglio non aveva nemmeno un decimo della gentilezza che era stata presente nel tono della domanda
-tzè... come vuoi che stiamo?! il solito!-
Alyssum sospirò
-Giglio io...-
il ragazzo lo fermò
-no! niente Giglio io! non abbiamo intenzione di ascoltarti!-
il moro sospirò di nuovo sconfitto
-allora starò zitto. però lascia almeno che ti stia un po vicino è giorni che sono in missione, mi sei mancata-
Giglio si allontanò spazientito
-mancata! quante volte vi abbiamo detto di usare il voi per rivolgerti a noi?! non pretendere di sapere più di noi su ciò che siamo!-
-si scusami cioè scusatemi... sono stanco Giglio cercate di perdonare le mie disattenzioni-
il ragazzo annuì soddisfatto e si riavvicinò ad Alyssum per poi appoggiargli la testa sulla spalla, l’altro sorrise rincuorato e prese ad accarezzargli i lunghi capelli liscissimi, sotto le sue mani cominciarono a cambiare colore tingendosi di rosso brillante e poi viola e nero, i capelli di Giglio infatti erano estremamente sensibili alle correnti di Energia oscura ed essendo Alyssum saturo di quest’ultima quando i due si toccavano i capelli del più giovane si tingevano di colori caldi diventando sempre più scuri fino a tornare bianco argentei per il sovraccarico.
Lo stesso accadeva quando Giglio prediceva il futuro ma, in quei casi, i colori erano molto più tenui e vari: passando dal turchese ai verdi per poi arrivare al viola e rosa confetto all’arancione e poi al giallo pulcino.
-ci sei mancato anche tu Aly-
Alyssum rise felice stringendolo a se, con la coda dell’occhio notò Timo che fingeva di vomitare in un angolo indicandoli, non era molto propenso ad assistere alle smancerie del capo squadra non avendo in simpatia il suo giovane compagno
Alyssum gli rispose con una linguaccia tornando a coccolare Giglio
-come sono andati questi ultimi giorni?-
Giglio fece per rispondere ma venne interrotto da Magnolia che chiaramente ubriaca li trascinò verso il banchetto
-bossh! che sci fate in un angolo a strapazzare questo bel bocconschino?!-
Alyssum rise
-esattamente quello che hai detto: mi strapazzo questo bel bocconcino saporoso-
Magnolia sembrò pensarci su un attimo poi scosse la testa come per mettere a posto i pensieri e gli cacciò in mano una bottiglia di vodka alla frutta
-bhevetheee!-
il caposquadra prese la bottiglia e la portò alle labbra per poi tentare di berne un goccio: era vuota
-Magnolia sei sicura di star bene?-
-mai stata megliho! anzi anzi: potrei stare ancora più bene se giocaste con me-
preso un bicchiere vi batté contro un cucchiaino per richiamare l’attenzione dei presenti,
Alyssum notò che il professor Girasole ed Edelweiss se la stavano svignando proprio in quel momento
-signori e signore! anche se di signore non c’è ne sono molte... vi propongo un gioco, o meglio: vi conviene giocare o finirete grigliati come una mozzarellina affumicata pronta da gustare! bhe stavo dicendo: questa sera giocheremo a truth or dare o meglio all’italiana obbligo o verità evvaiii-
le facce intorno a lei non erano fra le più entusiaste ma dopo un tot di minacce riuscì a riunirli tutti in cerchio
-allora sapete tutti come si gioca? nooo allora ve lo spiego: questa-
prese dalle mani di Alyssum la bottiglia di prima
-è una bottiglia! si mette in mezzo e si fa girare, quando si ferma la persona che viene indicata deve scegliere fra obbligo e verità. se sceglie obbligo dovrà fare quello che gli viene ordinato dalla persona che aveva girato la bottiglia, se sceglie verità deve rispondere sinceramente alla domanda che gli verrà posta... tutto chiaro?!-
le rispose un coro di si molto poco convinti, l’unico entusiasta sembrava Aquilegia mentre negli occhi di Dhalia, l’infermiera, si scorgeva un non so che di perfido
-beeene! cominciamo! girò io per prima visto che mi è venuta queta splendida idea-
detto fatto: prese la bottiglia la girò, poco dopo l’oggetto si fermò indicando dritto dritto Timo che deglutì a vuoto preoccupato
-tesorino dolce come il miele! obbligo o verità?-
-verità... che poi! non capisco perchè a 30 anni mi tocchi partecipare a questi giochi cretini-
Magnolia gli mandò un bacio dall’altra parte del cerchio
-perchè se no niente zum zum per un mese! vediamo... una domanda semplice... mi ami pasticcino mandorlato?-
Timo annuì rincuorato
-ma certo zuccherino-
Alyssum finse di vomitare come aveva fatto prima l’amico
-io non lo fare Aly... potrebbe toccare a te ora!-
Timo girò la bottiglia, che questa volta si fermò indicando Dhalia
-mia cara.... obbligo o verità?-
l’infermiera gli lanciò uno sguardo che avrebbe incenerito una super gigante rossa
-verità tanto so già cosa mi domanderai e ho già pronta la risposta idiota-
-ci staresti ad un menage a trois?
Dhalia alzò il dito medio mostrandoglielo bene
-no no e ancora no, continua a sognare bello- capo squadra

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