martedì 15 dicembre 2009

hemm...


il nano è finito da un pezzo
posso dirmi soddisfatta sebbene non abbia scritto esattamente 50000 parole
ne completato flowers&saints
però ho trovato un universo su cui scrivere
e ho iniziato e finito una breve storia (10k) per vedere come sono i pg
e mi piace tanto tanto
devo ancora finire di metterla apposto e ricopiare le ultime 900 parole ma...
come al solito ho già preparato un abbozzo di copertina
lo lascio qui:

occhio mel pic

considerando tutto... mi sento soddisfatta :)

p.s. tanto per dare sfogo al maschio latino che c'è in me... è scritta in prima persona e il personaggio è decisamente maschio donnaiolo e per di più omofobico...
ti adoro Bitter <3


mercoledì 11 novembre 2009

tempo


lol non c'è tempo per uppare qualcosa su questo povero blog
però devo dire che la mia velocità di scrittura sta aumentando
soprattutto visto la scarsa considerazione degli errori di battitura
ci sarà da fare un lavoro di editing mostruoso se voglio rileggere quello che ho scritto DX
eee va bhè
tutto procede bene
ho sgarrato solo un giorno e infondo è divertente
(non lo sgarrare ma il riuscire a sputare uori 1667 parole al dì)
dovrei imparare a gustarmi di più la scrittura...
speriamo di imparare qualcosa da questa bella esperienza <3

sabato 7 novembre 2009

titoli capitoli


Titolo: Flowers & Saints

Autore: Hiver

NaNoWriMo 2009


Capitolo primo

“Un giro al supermercato”

Ovvero: La prima missione del novellino.


Capitolo secondo

“truth or dare”

ovvero: l’imbarazzante festa di benvenuto e tutto ciò che la precede e ne consegue.


capitolo terzo

“il cielo sopra di me, l’inferno sotto ai miei piedi”

ovvero: la dura vita di un cecchino e l’assemblea da lui richiesta.


capitolo quarto

“questo è quel che siamo”

ovvero: un capitolo inutile dove contano solo i sentimenti.


capitolo quinto

“l’allarme”

ovvero: prendere decisioni non è mai ne semplice ne indolore


aaargh fuck! that little red square is mocking me DX<


cazzo... stacazzo e ricazzo! detesto il rosso!
lo so ieri non ho scritto abbastanza
non c'è bisogno di mettere il dito nella piaga con quel cazzo di rettangolino rosso
che irritante!
oggi devo scrivere almeno 2000 parole
grrrrr

Edit:... è scomparso... forse l'ho spaventato XD
ricomparirà certo ma mi ha fatto piacere vederlo scomparire almeno per un po
speriamo non sia successo niente al mio account del nano...


mercoledì 4 novembre 2009

banner






l'avevo preparato con amore ma nel forum italiano sarei l'unica ad averlo
così ho rinunciato... tanto non è che sia stò granchè
c'è da dire che è il primo banner che faccio in tutta la mia vitaaaa

se poi scrivessi invece che stare su photosciocco DX

martedì 3 novembre 2009

2° e 3° giorno A.K.A. secondo capitolo


Capitolo secondo
“truth or dare”
ovvero: l’imbarazzante festa di benvenuto e tutto ciò che la precede e ne consegue.

il quartier generale dei Flowers era in subbuglio: Magnolia aveva deciso di dare una festa per accogliere Lycoris, il nuovo arrivato, e per farlo aveva coinvolto tutta la squadra e il resto delle persone legate ad essa: il professor Girasole creatore del gruppo dei Flowers e la sua guardia personale Edelweiss, l‘infermiera Dhalia, il tecnico Fresia, il cuoco Geranio e infine Giglio uno degli esperimenti del professor Girasole, tra questi infatti si era creato un legame di amicizia che andava ben oltre quello di lavoro, anzi, il professore soprattutto li vedeva tutti come figli e il quartier generale una casa oltre che un luogo dove riunirsi.
era stato allestito in un vecchio palazzo liberty dalle splendide decorazioni a stucco (ma anche no!) l’entrata era stata decorata per l’occasione, Magnolia aveva fatto crescere due cespugli di lycoris radiata ai lati della grande porta, sebbene la stagione non fosse quella della fioritura di questo tipo di fiori Magnolia grazie ai suoi poteri demoniaci era in grado di comandare la natura facendo crescere le piante in un batter d’occhio, certo, aveva consumato un sacco di energia per farlo ma era veramente entusiasta per l’arrivo del nuovo compagno di squadra e nemmeno i livelli di energia oscura bassi l’avevano fermata.
l’atrio, come il portone era decorato di fiori rossi e nastri dello stesso colore, più avanti la mensa era un tripudio di fiocchi e decorazioni cremisi, i tavoli raggruppati per l’occasione erano coperti da un buffet quanto mai vario e abbondante.
Magnolia annuì soddisfatta controllando per l’ultima volta la tabella di marcia per la festa, tutta stava filando liscio come l’olio.
Aquilegia di fianco a lei si stava colorando assorto una ciocca dei propri capelli, già multicolori, con un pennarello rosso.
-il servitore del sommo Adramelech, cancelliere dell’ordine della mosca, desidera sapere quanto manca all’arrivo del festeggiato-
la voce era ancora quella di un ragazzino sebbene il giovane avesse compiuto già da qualche mese 23 anni, anche la costituzione era quella di un ragazzo o meglio un folletto agile e veloce, non bisognava lasciarsi ingannare però: gli arti all’ apparenza fragili e l’aria svampita e un pò fra le nuvole in battaglia cambiavano totalmente trasformano Aquilegia in una macchina da guerra spietata e letale.
Magnolia gli scompigliò i capelli coloratissimi con fare materno
-devono aver trovato un pò di traffico in tangenziale, saranno qui a momenti, non vedo il piccolo Giglio, che ne dici di andare a chiamarlo? è scomparso in bagno più di 20 minuti fa... comincio ad essere un pò preoccupata!-
Aquilegia annuì con un aria seria
-il servitore del sommo Adramelech vi riporterà Giglio in un minuto!-
corse via in direzione del bagno, dietro di lui Magnolia nascose un sorriso con la mano
-awwww che carino!!!-
arrivato nell’antibagno Aquilegia bussò all’unico cubicolo con la porta chiusa
-Gigliooo... il servitore del grande cancelliere degli inferi desidera che voi lo seguiate al cospetto di Magnolia!-
da dietro la porta giunse solo qualche singhiozzo, aquilegia bussò di nuovo
-il grandioso Adramelech non tollera i ritardi, vi prego di uscire da questa stanza!-
-vattene!-
Aquilegia corruccio la fronte preoccupato
-uscite! potrebbero venire a prendervi dei kappa! sbucano dalle canne fognarie! potrebbero succhiare tutta l’acqua presente nel vostro corpo... poi cosa dovrebbe dire il servitore del magnifico Adramelech al vostro amato?!-
la porta si aprì violentemente, ne usci un adolescente in lacrime che si lanciò su Aquilegia tempestandogli il petto di deboli pugni
-lui non ci ama affatto! come potrebbe amarci quando non sappiamo nemmeno cosa siamo?-
il giovane fermò facilmente il suo attaccante bloccandogli un braccio dietro alla schiena, il ragazzo si accasciò su di lui piangendo, i capelli biondi quasi bianchi scompigliati e gli occhi chiarissimi rossi di lacrime
-il servitore del nobilissimo Adramelech vi conosce ed ha già sentito questo discorso più volte di quante sia possibile sopportare-
-tu non capisci: noi...-
Aquilegia alzò gli occhi al cielo e se lo caricò in spalla senza lasciare che finisse la frase
-noi non sappiamo, loro non sanno, tu non capisci... sempre la stessa storia! pensate veramente che importi qualcosa ad Alyssum? lui vi ama per quello che avete dentro non per il vostro corpo indeciso... o meglio anche per quello, siete voi l’unico che non riescie ad accettarlo... o almeno così pensa il servitore del glorioso arcidiavolo Adramelech-
Giglio non rispose continuando a singhiozzare debolmente.
Aquilegia torno da Magnolia e indicandole con la testa il fardello che si porava in spalla le domandò:
-cosa deve fare il servitore del sommo Adramelech di questo ragazzino disordinato?-
Magnolia gli girò intorno scrutandoli con occhio critico
-mmm no no no così non va! dovresti avere ancora qualche minuto per cambiarlo d’abito e dargli una sistemata, lo fasti per me caramellina zuccherosa e colorata?!-
Aquilegia annui e senza dire altro si diresse a passo di marcia verso i suoi appartamenti, i due giovani risiedevano entrambi al quartier generale, come la maggior parte dei Flowers, ma, non fidandosi del ragazzo, il più vecchio dei due decise di vestirlo con i propri indumenti, lui e Giglio infatti erano quasi della stessa altezza e di corporatura simile, entrambi esili, tra il metro e sessanta e settanta e pallidi, mentre Aquilegia aveva i capelli spettinati, tutti colorati e con qualche piuma di pavone intrecciata, gli occhi verdi e lineamenti più felini Giglio era estremamente delicato, con un viso da bambola fra il maschile e il femminile ed una lunga chioma liscissima ed argentea, il ragazzo infatti, frutto di uno degli ultimi esperimenti del professor Girasole, non aveva ancora un sesso ben definito ne fisicamente ne mentalmente, d’ altro canto il suo potere era rarissimo: attraverso la lettura dei flussi e riflussi di energia oscura riusciva a predire parzialmente alcuni avvenimenti futuri, la comparsa di nuovi demoni e la scomparsa di altri, quest’abilità era estremamente utile in un gruppo che lottava per l’eliminazione dei demoni, per questo, sebbene in altri centri di ricerca sarebbe stato soppresso a causa dell’instabilità fisica, il professor Girasole l’aveva tenuto e cresciuto nel quartier generale dei Flowers, certo la strana condizione fisica l’aveva reso psicologicamente debole e insicuro e, se in passato Alyssum gli era stato d’aiuto con la sua presenza e il suo amore, negli ultimi tempi il giovane era sempre più i crisi.
Aquilegia lo scaricò sul letto per poi aprire l’armadio in cerca di qualcosa di adatto per una festa informale, l’interno del mobile era un tripudio di colori come del resto la camera stessa arredata con un tocco orientaleggiante e piena di rimandi al tema del pavone simbolo di Adramelech.
trovato quello che cercava lanciò gli indumenti al ragazzo
-il servo del magnifico Adramelech va a procurarsi un pettine e dei trucchi voi vestitevi-
Giglio tirò su col naso e cominciò a cambiarsi, aveva ormai smesso di piangere e quando aquilegia tornò dal bagno era pronto per la sessione trucco e capelli.
indossava un paio di pantaloni chiari di una stoffa morbida, una camicia panna dalle maniche larghe e un gilet con ricami floreali, Aquilegia annuì soddisfatto delle sue scelte
-sedetevi forza! dobbiamo fare in fretta!-
il ragazzo obbedì, si fece pettinare, lavare la faccia e truccare
-bene bene,il glorioso Adramelech approverebbe completamente! ora andiamo o Magnolia ci farà la pelle!-
i due entrarono nella mensa proprio mentre il citofono del palazzo suonava.
Magnolia batté le mani eccitata
-sono arrivati! tutti qui avanti, vi voglio belli sorridenti ed accoglienti! dobbiamo far sentire a casa sua il nuovo acquisto!-
il gruppo di invitati si compattò intorno a lei, alla sua destra il professor Girasolesorrideva soddisfatto dei suoi ragazzi guardando magnolia distribuire coriandoli e stelle filanti a destra e manca, quando questa gli porse una manciata di coriandoli li accettò volentieri cambiando mano al bastone di mogano da cui non si separava mai, un regalo di compleano donatogli anni e anni prima dal nucleo originale dei Flowers.
mentre era perso nei suoi pensieri e ricordi la porta si aprì.
si riavvene quando intorno a lui si levo allegro un coro di esclamazioni di benvenuto e lanciò in aria i coriandoli colorati sorridendo ai tre giovani appena entrati dalla porta.
Lycoris s fermò sbigottito e senza parole, Magnolia gli si avvicinò con un sorriso smagliante e gli porse un fiore rosso, un lycoris radiata come la pianta da cui prendeva il nome
-benvenuto!-
di fianco a lui Timo non riuscì a trattenersi e ridacchiando disse:
-chiudi la bocca ragazzino o potrebbe entrarci qualche mosca!-
Magnolia lo prese per un orecchio tirandolo verso di se
-bocconcino saporoso non rovinare la festa al nostro nuovo fiorellino Lycoris oppure niente zum zum per un mese-
Timo sgranò gli occhi e fece subito marcia indietro
-ok ok pasticcino... sarò un angelo!-
Magnolia sorrise soddisfatta lasciandogli l’orecchio
-bene bene, dov’eravamo rimasti?! ah si: benvenuto!-
Lycoris prese il fiore ancora un po spaesato
-g... grazie mille...-
-ooo di niente dolcezza! ora vieni avanti, venite! credo che il professore voglia dire qualche parola, non è così?-
nel pronunciare l’ultima frase si girò e guardò negli occhi il professor Girasole lanciandogli un occhiata che sembrava dire: “fallo o mi costringi ad usare le maniere forti, sai che ne sono capace”
il vecchio professore sorrise indulgentemente
-certo certo! un piccolo discorso e d’obbligo: caro amico benvenuto nella squadra e a tutti voi qui riuniti ben tornati e grazie, grazie di cuore, senza i vostri sforzi e i vostri sacrifici non saremmo qui a festeggiare una nuova recluta fra i nostri ranghi. il nostro impegno eccezionale ci ha permesso di svolgere un lavoro impeccabile davanti agli occhi del governo e conseguentemente di assicurarci fondi a sufficienza per continuare la nostra missione e le nostre ricerche per migliorare sempre di più gli strumenti in nostro possesso.
Lycoris e voi tutti ricordate però per cosa lottate ogni giorno: questa organizzazione fu fondata nel 1958 dopo il patto di Berna per ripulire il nostro bel paese dai demoni portatori di male e corruzione.
quando la fondai insieme al caro Edelweiss la dedicammo a Maria Rosa Mystica e luce del nostro cammino verso la purificazione, per sua intercessione alla fine dei tempi verremo giudicati per il bene da noi compiuto e a lei dedichiamo ogni nostra azione.
tutti voi, miei cari fiori, mi raccomando portate con orgoglio l’emblema che avete ricamato sul petto perché chrysanthos, il crisantemo, fiore dorato e di luce illumini la retta via in cui compiere i vostri passi.
e, con ancor più onore, rispettate il nome a voi dato, fiore simbolo della qualità che vi contraddistingue, perché i doni del Signore sono molteplici e diversi per ogni persona ed è giusto così: essere un tutto composto da vari elementi che, legati fra loro, compiono azioni magnifiche che portano la pace e la gloria di Dio nella nostra haimè buia nazione.
per questo affido con fiducia ad ognuno di voi il mio sogno: tornare a vedere l’azzurro del cielo sulle nostre teste, simbolo della liberazione dalla schiavitù del male, ma ora, suvvia... vi ho tenuti anche troppo ad ascoltare questo vecchio petulante. forza forza! che iniziano i festeggiamenti! benvenuto Lycoris, benvenuto!-
i Flowers che per tutto il discorso avevano penduto dalle labbra del vecchio professore, toccati nel cuore dalle sue sagge parole, si ridestarono e applaudirono commossi.
il professor Girasole rise bonario
-no no basta formalità! vedo che il mio caro Geranio ha preparato un banchetto luculliano. forza gioventù brindiamo riempiamoci la pancia e facciamo festa!-
Alyssum si fece avanti mentre il cuoco Giglio distribuiva dei calici di spumante
-credo di parlare a nome di tutti quando le dico: grazie dal profondo dei nostri cuori, senza il suo lavoro illuminato e la sua sua guida costante non saremmo riusciti a fare tutto ciò che abbiamo fatto. grazie al suo supporto ogni giorno compiamo azioni di cui andare fieri, per questo propongo un brindisi al professor Girasole-
tutti quanti brindarono entusiasti
-al professor Girasole!!! cin cin!-
-e propongo anche un brindisi a Lycoris che oggi si è dimostrato capace e valente! ben arrivato e continua così-
-a Lycoris! cin cin!-
l’atmosfera si fece festosa, i presenti bevevano e mangiavano chiacchierando e ridendo contenti, tutti i membri della squadra si presentarono a Lycoris stringendogli la mano e tempestandolo di consigli e augurii, Alyssum si avvicinò a lui in un momento di calma
-cosa ne dici allora? hai conosciuto tutti? questa sera manca solo Aconito: è in missione a Roma e sarà di ritorno fra un paio di giorni-
lui annuì sorridendo timidamente
-si sono presentati tutti, si, sembrano buone persone anche se non ho capito cosa intendeva Aquilegia quando ha detto che il suo signore approva il mio stile...-
Alyssum ridacchiò divertito
-lascia stare, non badarci più di tanto, è fatto così... immagino che siamo stati un pò troppo confusionari, vedrai che in qualche giorno ti ambienterai perfettamente-
-ne sono sicuro, grazie-
-bene, ti lascio alla festa, vado a salutare Giglio, mi raccomando divertiti-
il caposquadra si affiancò al ragazzo dai capelli argentei continuando a guardare la zona del banchetto dove Magnolia ridendo stava riempiendo di nuovo il bicchiere di Lycoris
-come stai?-
la risposta di Giglio non aveva nemmeno un decimo della gentilezza che era stata presente nel tono della domanda
-tzè... come vuoi che stiamo?! il solito!-
Alyssum sospirò
-Giglio io...-
il ragazzo lo fermò
-no! niente Giglio io! non abbiamo intenzione di ascoltarti!-
il moro sospirò di nuovo sconfitto
-allora starò zitto. però lascia almeno che ti stia un po vicino è giorni che sono in missione, mi sei mancata-
Giglio si allontanò spazientito
-mancata! quante volte vi abbiamo detto di usare il voi per rivolgerti a noi?! non pretendere di sapere più di noi su ciò che siamo!-
-si scusami cioè scusatemi... sono stanco Giglio cercate di perdonare le mie disattenzioni-
il ragazzo annuì soddisfatto e si riavvicinò ad Alyssum per poi appoggiargli la testa sulla spalla, l’altro sorrise rincuorato e prese ad accarezzargli i lunghi capelli liscissimi, sotto le sue mani cominciarono a cambiare colore tingendosi di rosso brillante e poi viola e nero, i capelli di Giglio infatti erano estremamente sensibili alle correnti di Energia oscura ed essendo Alyssum saturo di quest’ultima quando i due si toccavano i capelli del più giovane si tingevano di colori caldi diventando sempre più scuri fino a tornare bianco argentei per il sovraccarico.
Lo stesso accadeva quando Giglio prediceva il futuro ma, in quei casi, i colori erano molto più tenui e vari: passando dal turchese ai verdi per poi arrivare al viola e rosa confetto all’arancione e poi al giallo pulcino.
-ci sei mancato anche tu Aly-
Alyssum rise felice stringendolo a se, con la coda dell’occhio notò Timo che fingeva di vomitare in un angolo indicandoli, non era molto propenso ad assistere alle smancerie del capo squadra non avendo in simpatia il suo giovane compagno
Alyssum gli rispose con una linguaccia tornando a coccolare Giglio
-come sono andati questi ultimi giorni?-
Giglio fece per rispondere ma venne interrotto da Magnolia che chiaramente ubriaca li trascinò verso il banchetto
-bossh! che sci fate in un angolo a strapazzare questo bel bocconschino?!-
Alyssum rise
-esattamente quello che hai detto: mi strapazzo questo bel bocconcino saporoso-
Magnolia sembrò pensarci su un attimo poi scosse la testa come per mettere a posto i pensieri e gli cacciò in mano una bottiglia di vodka alla frutta
-bhevetheee!-
il caposquadra prese la bottiglia e la portò alle labbra per poi tentare di berne un goccio: era vuota
-Magnolia sei sicura di star bene?-
-mai stata megliho! anzi anzi: potrei stare ancora più bene se giocaste con me-
preso un bicchiere vi batté contro un cucchiaino per richiamare l’attenzione dei presenti,
Alyssum notò che il professor Girasole ed Edelweiss se la stavano svignando proprio in quel momento
-signori e signore! anche se di signore non c’è ne sono molte... vi propongo un gioco, o meglio: vi conviene giocare o finirete grigliati come una mozzarellina affumicata pronta da gustare! bhe stavo dicendo: questa sera giocheremo a truth or dare o meglio all’italiana obbligo o verità evvaiii-
le facce intorno a lei non erano fra le più entusiaste ma dopo un tot di minacce riuscì a riunirli tutti in cerchio
-allora sapete tutti come si gioca? nooo allora ve lo spiego: questa-
prese dalle mani di Alyssum la bottiglia di prima
-è una bottiglia! si mette in mezzo e si fa girare, quando si ferma la persona che viene indicata deve scegliere fra obbligo e verità. se sceglie obbligo dovrà fare quello che gli viene ordinato dalla persona che aveva girato la bottiglia, se sceglie verità deve rispondere sinceramente alla domanda che gli verrà posta... tutto chiaro?!-
le rispose un coro di si molto poco convinti, l’unico entusiasta sembrava Aquilegia mentre negli occhi di Dhalia, l’infermiera, si scorgeva un non so che di perfido
-beeene! cominciamo! girò io per prima visto che mi è venuta queta splendida idea-
detto fatto: prese la bottiglia la girò, poco dopo l’oggetto si fermò indicando dritto dritto Timo che deglutì a vuoto preoccupato
-tesorino dolce come il miele! obbligo o verità?-
-verità... che poi! non capisco perchè a 30 anni mi tocchi partecipare a questi giochi cretini-
Magnolia gli mandò un bacio dall’altra parte del cerchio
-perchè se no niente zum zum per un mese! vediamo... una domanda semplice... mi ami pasticcino mandorlato?-
Timo annuì rincuorato
-ma certo zuccherino-
Alyssum finse di vomitare come aveva fatto prima l’amico
-io non lo fare Aly... potrebbe toccare a te ora!-
Timo girò la bottiglia, che questa volta si fermò indicando Dhalia
-mia cara.... obbligo o verità?-
l’infermiera gli lanciò uno sguardo che avrebbe incenerito una super gigante rossa
-verità tanto so già cosa mi domanderai e ho già pronta la risposta idiota-
-ci staresti ad un menage a trois?
Dhalia alzò il dito medio mostrandoglielo bene
-no no e ancora no, continua a sognare bello- capo squadra

domenica 1 novembre 2009

si comincia! A.K.A. primo capitolo


Titolo: Flowers & Saints

Autore: Hiver
NaNoWriMo 2009

Capitolo primo
“Un giro al supermercato”
Ovvero: La prima missione del novellino.

-Bastardi succhia anime! Che potessero tornare a bruciare nelle profondità dell’inferno!-
Davanti al piazzale di uno squallido supermercato di periferia si era radunata una piccola folla di curiosi attirati dal trambusto.
-Cazzo! lurido bastardo! è entrato dentro!-
Il biondino, nome in codice: agente Timo, continuò ad avanzare verso le porte di vetro automatiche protestando.
Dietro di lui due figure vestite allo stesso modo lo seguivano, portavano abiti neri dal taglio militare, celate dalle falde delle lunghe giacche si scorgevano appena le fondine di pistole e fucili, addirittura il biondino portava legato alla schiena un lungo bastone per il combattimento; l’unica nota di colore delle divise era lo stemma appuntato al petto con ricamato un fiore di crisantemo simbolo della squadra speciale dei Flowers, un gruppo di militari dediti alla caccia e l’eliminazione dei demoni rimasti nel territorio italiano.
-in questo caso ci si dividono i compiti: Timo blocca la folla, io e Lycoris entriamo a controllare la situazione-
A parlare era stato Alyssum il capo squadra, rivolgendosi più che altro a Lycoris l’ultimo ad unirsi al gruppo e in quel momento alla sua prima giornata di lavoro sul campo.
Timo grugnì in segno d’assenso, gli altri due agenti si avvicinarono all’entrata della piccola costruzione circospetti, all’interno regnava il caos: una folla di clienti presi dal panico si stava riversando disordinatamente verso le uscite rendendo difficile ai due l’accesso
-Lycoris tu aggira la gente da destra io passo dalla sinistra, ci troviamo dopo le casse alla prima scaffalatura che trovi-
-si signore!-
Alyssum scosse la testa divertito
-non c’è bisogno di tutta questa formalità, rilassati Lycoris non è un caso difficile: i demoni minori sono estremamente facili da terminare, soprattutto quelli di questo tipo-
il giovane annuì scostandosi nervosamente la lunga frangia che gli era ricaduta sugli occhi di un brillante rosa shocking a testimoniare la sua parziale ibridazione con geni demoniaci.
I due si mossero velocemente verso il loro obbiettivo: un demone minore dell’orda di x, tra i più deboli rimasti dopo la pulizia messa in opera negli ultimi anni.
abbastanza innocui, questo tipo di demoni si trovavano spesso nei supermercati o nelle macellerie per i loro particolari gusti alimentari: in realtà, nutrendosi di cadaveri, si facevano vivi anche negli obitori e nei cimiteri ma molto più raramente.
Arrivati al punto prestabilito Alyssum fece segno a Lycoris di volergli parlare, il giovane chiuse un attimo gli occhi sintonizzandosi sulla frequenza di pensiero del caposquadra, era infatti stato scelto proprio per questa sua abilità speciale ritenuta dal comando utile durante le missioni dando ai membri della squadra la possibilità di comunicare fra di loro anche in luoghi dove il sovraccarico di energia oscura rendeva difficile il funzionamento dei delicati strumenti di comunicazione radio. Lycoris sfruttando proprio le correnti di energia oscura, prodotte in particolare dagli individui con ibridazioni demoniache, riusciva a captare i pensieri dei compagni a lui vicini e trasmetterli fungendo da tramite per una più veloce ed efficace comunicazione.
-signore mi sente?-
-si ti sento Lycoris... vediamo...-
Alyssum si fermò un attimo ridacchiando compiaciuto
-funziona si, allora: il nostro obbiettivo si trova ad una distanza di circa 60 metri a ore 2, proprio dietro a qui pacchi di grissini con la confezione rossa, il piano è questo: gira intorno alla scaffalatura qui davanti e appena esci allo scoperto spara al demone con una pistola a smaterializzazione, cerca di colpirlo alle gambe o alle braccia per impedirgli la fuga, una volta immobilizzato ti mostrerò la procedura completa di cancellazione. tutto chiaro?-
Lycoris annuì guardando il caposquadra negli occhi prima di cominciare a muoversi con cautela nella direzione indicatagli dal moro.
arrivato alla scaffalatura coi grissini si appiattì e, prima di svoltare, controllò di aver caricato correttamente la sua beretta per poi osservare di soppiatto la posizione del obbiettivo: il demone era prono sul banco della carne, nella bocca irta di denti affilatissimi disposti in più e più file stava maciullando un grosso pezzo di carne rossa, mentre con i lunghi artigli delle mani cercava di strappar via la plastica che avvolgeva una grossa gallina.
Lycoris una volta accertato l’obbiettivo controllò per l’ultima volta di aver tolto la sicura alla pistola e, preso un profondo respiro, si lanciò dietro l’angolo rotolando a terra per poi fermarsi in ginocchio pronto e con la mira stabile in una perfetta manovra da film poliziesco, fece subito fuoco sulle gambe del demone troncandogliele all’altezza delle ginocchia coi proiettili a smaterializzazione.
il demone preso alla sprovvista crollò emettendo forti stridii e grida acutissime.
Alyssum arrivò con più calma mentre il compagno più giovane sparava alle braccia del demone rendendolo praticamente innocuo.
-ben fatto Lycoris-
scavalcò uno dei piedi che era stato mozzato al demone avvicinandosi al resto del corpo, gli stivali neri producevano rumori bagnati a causa del sangue che copriva gran parte del pavimento, fermandosi a qualche passo di distanza dal demone che continuava a divincolarsi l’osservò criticamente
-gli spari sono stati molto accurati: niente spreco di colpi, mira perfetta... bene bene, ti servirà in futuro. adesso vediamo per la cancellazione mh?!-
dal cappotto tolse un piccolo cilindro di acciaio ed un lungo pugnale che sembrava quasi una spada
-quando i demoni sono così deboli non c’è bisogno di grandi purificazioni o contro rituali, basta staccare la testa dal corpo e iniettare nel cuore e nel cervello del siero anti demone.
è una sostanza che brucia l’energia demoniaca rendendo impossibile la rigenerazione. proprio per questo è necessaria estrema attenzione nel maneggiare il siero perché interagisce anche con gli individui ibridati come noi-
con un colpo precisissimo recise la testa al demone per poi premere un pulsante sul cilindro facendo uscire un ago che conficcò in un occhio del demone per arrivare meglio al cervello
-bisogna stare attenti a raggiungere almeno le vicinanze del cervello... le prime volte ti consiglio di aprire il cranio se possibile o fare più iniezioni, anche in caso di demoni più potenti è meglio assicurarsi di aver fatto bene il lavoro-
tolto l’ago dall’occhio si preparò a piantalo nel cuore della carcassa demoniaca che ancora si muoveva a tratti, trafisse una spalla del corpo bloccandolo a terra e velocemente affondò l’ago nel cuore, dopo qualche spasmo i movimenti cessarono definitivamente.
Alyssum ripose il cilindro del siero in una tasca interna della giacca per poi rinfoderare il pugnale dopo averlo pulito nei brandelli di vestito che portava il demone ormai completamente cancellato.
-ecco fatto, niente di che. per fortuna come primo giorno non è stato niente di traumatico-
-io aspetterei a dirlo-
a parlare era stato Timo, dietro di lui un ometto attempato e paffuto avanzava con un aria che non era affatto contenta
-ma insomma! non è possibile! è la seconda volta quest’anno! e l’anno scorso altre 3! che fa il governo invece che ripulire la nostra povera Italia? e voi altri perditempo? magari venite anche pagati per distruggere i negozi altrui... ha! mai sentito parlare di efficienza?-
Alyssum andò incontro all’uomo con un sorriso professionale ma estremamente freddo
-Mr. Ian Woon vorrei dire che è un piacere rivederla ma non è il caso... vorrei anche poter dire: oh mi fa piacere che abbia aggiornato i sistemi di sicurezza del suo negozio, ma non è così. se veramente l’avesse fatto non saremmo qui a parlare io e lei... non le pare?!-
Mr. Ian Woon storse il naso stizzito
-non mi faccio spiare dai vostri sistemi di sicurezza! tzè siete voi altri che dovete imparare a uccidere queste bestie prima che mi distruggano il negozio!-
l’accento giapponese del commerciante diventava sempre più marcato al pari passo del suo viso sempre più rosso per la rabbia.
Alyssum sospirò sconsolato
-Mr. Ian Woon... la prego, cerchi di capire: i sistemi di sicurezza non servono affatto per spiarla-
venne interrotto dall’ometto che puntandogli un dito contro in modo accusatorio esclamò ironicamente:
-ha! sicuro! non sono affatto per controllarmi... nooooo... ma per favore! esigo che parliate con l’assicurazione, quei ladri bastardi, non è possibile che continuino a dissanguarmi a quel modo!-
Timo e Alyssum si guardarono negli occhi sconsolati, proprio in quel momento però il cellulare di Alyssum squillò, il proprietario sollevato rispose velocemente: era Magnolia al telefono, un altro componente della loro squadra.
Senza nemmeno ascoltare ciò che aveva da dirgli cominciò a parlare in tono concitato:
-pronto? cosa? un’emergenza?! arriviamo subito! si si non farti prendere dal panico, stiamo arrivando!-
chiuse il telefono e fece cenno ai due compagni di avviarsi con urgenza
-mi dispiace Mr. Ian Woon, veramente... dobbiamo andare! le lascio il numero da chiamare per i reclami-
trasse un foglietto da una tasca del cappotto e lo mise fra le mani dell’ometto sbigottito
-ecco qui, si riguardi. buona giornata-
scapparono mentre il commerciante digeriva l’informazione, proprio mentre Timo accelerava per uscire dal parcheggio sentirono le urla dall’entrata del negozio
-maledetti! tornate qui! chi mi paga i danni adesso?! hey hey heyyy!-
scoppiarono tutti e tre a ridere
-imprevisti del mestiere... ti ricordi Aly la prima volta? ci ha tenuti li 2 ore! non ci mollava più, vecchio bastardo-
Alyssum annuì divertito
-perché tu non c’eri quando siamo andati io e Aquilegia.. è stato un disastro!-
cambiò voce imitando quella più alta del compagno citato
-il servitore di Adramelech: grande cancelliere degli inferi, intendente del guardaroba del luminosissimo Lucifero sovrano dei demoni, presidente dell’alto consiglio dei diavoli e cancelliere dell’ordine della mosca, non intende ascoltare i reclami di un patetico mortale, piuttosto il servitore del gloriosissimo Adramelech vi intima di ridecorare questo orribile luogo, i maestosi occhi del nobilissimo Adramelech non possono sopportare di vedere cotale immondo edificio-
Alyssum e Timo ripresero a ridere ancora più forte mentre Lycoris cominciava ad essere preoccupato
-A-Adramelech?! ma non è uno dei dieci arcidiavoli?-
Alyssum annuì asciugandosi le lacrime
-esattamente! vedrai quando incontrerai il resto della squadra: Aquilegia è molto fedele ad Adramelech e combatte in suo nome... come avrai capito è un po particolare-
-tzè un po?! diciamo che è matto come un cavallo!-
Alyssum tirò scherzosamente uno scappellotto al biondino fingendosi contrariato
-Timo! un pò di rispetto per i compagni di squadra!-
-mah io continuo a dire che non c’è con la testa!-
-non ascoltarlo Lycoris, l’invidia è un brutto mostro verde che rende cieche le persone-
Timo sbuffò irritato
-perché dovrei invidiare quel matto?-
Alyssum gli rispose con una risata
-forse perché è in squadra con il tuo zuccherino amoroso?!-
il biondino gli ringhiò contro, decelerò bruscamente e accostò l’auto, con fare minaccioso indicò il compagno poi la strada
-Aly se vuoi tornare alla base a piedi continua così!-
Alyssum si tappò la bocca con una mano e sgranò gli occhi fingendo innocenza
-okay okay sarò muto come un pesce! promesso!-
Timo scosse la testa contrariato e rimise in moto l’auto
-ti conviene-
il resto del viaggio continuò in modo abbastanza tranquillo, i tre erano diretti al quartier generale dei Flowers situato nella periferia milanese, Milano infatti era una delle città più tecnologicamente avanzate dell’ Italia post rivoluzione tecnologica oscura, la prima che
aveva sviluppato negli anni dell’embargo la ricerca sulle energie demoniache, abbastanza distante da Roma per non subire l’influenza della corruzione mafiosa delle alte cariche si era conquistata il diritto di sede dei gruppi anti demoni creati dal nuovo governo italiano per la pulizia del paese.
(infatti solo quando ogni demone presente sul territorio verrà eliminato sarà possibile disattivare lo scudo energetico che colora i cieli italiani con un alone rosso spento.)
l’obbiettivo di questi gruppi era distruggere fino all’ultimo demone presente sul territorio, solo a queste condizioni infatti era pattuito che lo scudo energetico anti demoniaco fosse disattivato.
lo scudo era stato messo in funzione quasi 50 anni prima, creato da un entourage di alchimisti britannici e studiosi americani bloccava la distribuzione di energia demoniaca al di fuori dei confini italiani.
infatti perché i demoni sopravvivessero al di fuori del loro piano gli era necessaria l’energia prodotta dalle centrali a torre dislocate nel centro Italia ed edificare sotto ordine degli stessi 10 arcidemoni interessatesi alla seconda guerra mondiale dopo la loro venuta sul piano terrestre.
Il governo spingeva i gruppi anti demoni alla rapidità ed efficienza soprattutto a causa delle continue lamentele del popolo italiano, a parte la presenza dei demoni sul territorio, che di certo non faceva piacere a nessuno, c’era la questione dello scudo: la sua particolare energia tingeva i cieli italiani con un alone rosso che creava un effetto di straniamento negli abitanti della penisola abituati a vederlo azzurro brillante.
per questo era stati creati i Flowers, un gruppo di soldati speciali anti demoni con capacità maggiori dei semplici umani: attraverso vari esperimenti cominciati nella Germania nazista si erano riusciti a creare umani con poteri demoniaci più o meno sviluppati.
il gruppo dei Flowers era tra i più avanzati tecnologicamente con laboratori di ricerca ed una squadra di agenti perfettamente addestrati ad usare al massimo le loro capacità aggiuntive derivate dalle ibridazioni demoniache.

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